LA PESTE SUINA IN CINA INFLUENZA IL PREZZO MONDIALE DELLA CARNE

LA PESTE SUINA IN CINA INFLUENZA IL PREZZO MONDIALE DELLA CARNE

A inizio 2019 il vicepremier cinese Hu Chunhua aveva dichiarato che la situazione riguardo l’offerta di carne suina disponibile sul mercato interno era estremamente grave e che la Cina sarebbe andata incontro ad una scarsità di carne di maiale pari a circa 10 milioni di tonnellate nel corso dell’anno. La preoccupazione del vicepremier proviene dal fatto che la Cina stava e sta affrontando una grave crisi nel settore dell’allevamento suino. La peste africana, innocua per gli uomini ma molto pericolosa per gli animali, ha colpito gli allevamenti cinesi e costretto a ridurre la produzione di circa il 30%.
La Cina è tra i più grandi consumatori e produttori di carne di maiale al mondo e tutta la produzione è destinata al mercato domestico. In conseguenza a quest’epidemia, per soddisfare la domanda interna la Cina è stata costretta a rivolgersi ai mercati esteri: USA e UE.

Risultati immagini per suino

Il grafico che segue riporta la serie del prezzo doganale delle importazioni europee di carne suina1 e la quotazione della carne di maiale al Chicago Mercantile Exchange (CME).
Le serie sono riportate in indice in dollari (2017=100) per facilitarne l’analisi dato che le serie hanno diversi livelli. Il prezzo europeo si trova su un livello superiore a quello americano in media di 1 dollaro al chilo, come si può vedere al tool PricePedia.

Grafico 1: Prezzo della carne suina

Prezzo della carne suina

Dal grafico emerge che la quotazione al CME sembra segnalare una certa stagionalità: un aumento nella prima parte dell’anno fino all’inizio dell’estate e un calo nella seconda parte dell’anno. Il prezzo doganale invece non sembra avere questa dinamica. Ad esempio nel biennio 2015-2016, la quotazione finanziaria ha registrato due forti rimbalzi mentre il prezzo doganale ha oscillato in un intorno piccolo rimanendo relativamente stabile.
Da metà 2017 sia la quotazione finanziaria sia il prezzo doganale si trovavano su un trend negativo che si è interrotto all’inizio del 2019. Da marzo a maggio lo spot (CME) è aumentato del +56%, l’aumento del doganale è stato meno intenso circa il +22%. La variazione più forte è stata registrata tra marzo ed aprile, quando, in soli due mesi, lo spot e il doganale sono aumentati rispettivamente del +45% e +19%. Si tratta dell’aumento bimestrale più intenso dall’inizio del secolo.

La carne di maiale esportata dagli USA verso la Cina è tra i prodotti colpiti dalla ritorsione della Cina alle tariffe USA.
All’interno della guerra commerciale c’è stata una tregua nei primi mesi del 2019 che hanno registrato un aumento significativo sia dell’esportazioni sia dei prezzi americani. Il ripristino delle tariffe ha poi bloccato le esportazioni USA, riducendo nuovamente i prezzi. Da giugno a settembre la quotazione ha registrato un -28% fino a toccare i 1350 dollari alla tonnellata, un livello comunque superiore a quello di settembre 2018 (+10%).

La Cina si è inoltre rivolta al mercato UE, in particolare alla Germania, il più grande esportatore di carne di maiale UE. Nei primi due trimestri del 2019 le esportazioni UE verso la Cina sono aumentate fino a toccare i 1.6 milioni di chili partendo da un livello inferiore a 0.5 milioni a inizio 2018 (fonte ExportPlanning).
Nella prima parte del 2019 il repentino aumento della domanda cinese ha guidato il prezzo europeo della carne di maiale, portandolo a giugno a 3251 dollari alla tonnellata. In seguito il prezzo è sceso ma con un’intensità inferiore rispetto a quella sul mercato americano.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Enter your keyword